Uno scandaloso cortocircuito.
( Cartoline a Ponzone )

Fra le tante immagini, manuali e fotografiche, riprodotte nel saggio che ho dedicato alla rappresentazione del sesso della donna – per usare le parole che Ando Gilardi mi ha regalato per introdurre nell’insolito argomento chi avesse voluto leggerlo e guardarlo: «nel DVD dell’amico Nello praticamente si vede e si legge di una cosa sola, della Vagina» – che considero tutte, anche quelle un po’ “volgari” inserite per amore di completezza iconica, un dovuto omaggio a quella che il mio amico iconologo riteneva giustamente l’immagine delle immagini, le sole immorali violente e sporche sono due fotografie che documentano la terribile pratica dell’escissione clitoridea: a danno di una ragazza e una bambina di pochi mesi.
Quelle immagini diventano ancora più insopportabili se paragonate a come consideravano la sessualità gli abitanti delle Hawaii, prima che il capitano James Cook sbarcasse in quelle isole insieme alla cultura occidentale: sebbene possa sembrare forse incredibile, prima dell’arrivo della morale evangelica, «i bambini hawaiani venivano addestrati a godere dei loro genitali attraverso massaggi e la stimolazione orale» ( Frans de Waal,”Il bonobo e l’ateo. In cerca di umanità fra i primati“, Raffaello Cortina Editore 2013, p. 220 ).
Oltre ovviamente a quanto è stato otticamente registrato, lo scandalo generato da quelle inguardabili immagini oscene è dovuto alla presenza di un essere “umano” dietro all’apparecchio fotografico, al cortocircuito provocato da una vecchia pratica inumana, non ostacolata dalla religione, documentata con la più moderna tecnica per produrre immagini, o, meglio, rappresentare la realtà.
È la paura della donna, e ovviamente del suo sesso, unitamente alla volontà di controllare la donna ritenuta una proprietà maschile, privandola del piacere sessuale per maggiormente garantire la paternità dei figli, ad avere suggerito la terribile pratica dell’escissione clitoridea, dagli ignoranti accostata alla circoncisione ebraica, in quanto credono che anche questa possa pregiudicare il piacere sessuale.
Nell’immagine:
Modiglione della Chiesa SS. Mary and David’s.
Kilpeck, Herefordshire, Midlands Occidentali ( Inghilterra ).
Fotografia di mclarenjk, 2008.
( da www.flickr.com )
È la più famosa “esibizionista” medievale. Comunemente note col nome Sheela-na-gig, sculture simili, ma dal significato diverso a seconda del supporto, sono diffuse in Irlanda Inghilterra Francia e Spagna.
A queste insolite sculture ho dedicato il capitolo Apotropaiche davvero diaboliche in “Aniconismo e rappresentazione del gioiello discreto, Lost Dreams Editions 2010.
( 10 marzo 2015 )

Uno scandaloso cortocircuito, 3282-Sheela-Kilpeck-RITA facebook