Marziani.
( Cartoline a Ponzone )

Quando, prima o poi immancabilmente, un’allieva o un allievo mi chiedeva per quale squadra di calcio tenessi, rispondevo, con la precisa intenzione di scoraggiare sul nascere qualsiasi discorso sul calcio, gioco che non ho mai amato: «Genoa».
«Il Genova?» era l’allibito commento.
«No, il Genoa, Genova è la città», correggevo, adempiendo al mio ruolo di insegnante, e subito, approfittando dell’incredulità sgomenta di chi mi guardava come se fossi un marziano rincoglionito, a dimostrare che la mia era una scelta consapevole e non dovuta a sconfinata ignoranza, rinforzavo quella mia inaspettata risposta: «Ma lo sai che è la più antica squadra di calcio italiana?» Non lo sapevano, e la loro curiosità sulle mie preferenze calcistiche, come qualsivoglia discussione sul calcio, finiva lì, sopraffatta dall’amara constatazione che, sebbene mi riconoscessero di sapere un sacco di cose, e spesso molto di più delle mie reali conoscenze, di calcio evidentemente non capivo proprio niente.
Qualche anno fa, quando stavo lavorando a “Aniconismo e rappresentazione del gioiello discreto“, mentre stavo andando alla Camera del Lavoro di Milano, mi ha attraversato la testa un pensiero che mi aveva sorpreso, come se non fosse mio: a giudicare dal diluvio di parole, dette e stampate, spese per parlare di calcio, l’immagine dell’organo sessuale femminile, che era l’oggetto di quel saggio, sembrerebbe non interessare proprio a nessuno, perché non esisteva non dico qualcosa che somigliasse anche lontanamente alle interminabili accese discussioni al bar, alle rubriche televisive e a colonne e colonne di articoli sui giornali, ma non esisteva neppure un saggio per pochi intellettuali maniaci dedicato alla storia dell’immagine della vulva.
Credo proprio che l’entusiasmo di Ando Gilardi per quel mio saggio, che troppo generosamente aveva definito «un capolavoro epocale», fosse soprattutto dovuto al fatto che un lungo paradossale silenzio, affollato da innumerevoli immagini, era stato finalmente interrotto: da un “marziano”, grazie a un altro abitante del pianeta rosso che, prima di lui, aveva, per dirla biblicamente, “raddrizzato il sentiero”.
Nell’immagine:
Copertina di Charles Bukowski, “Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni“, Feltrinelli 2013, prima edizione 1975.
( “Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness“, 1972 )
( 14 marzo 2015 )

8582, Charles Bukowski, Storie-di-ordinaria-follia