Sogni d’oro.
( Cartoline a Ponzone )

Di due, enormi, poeti dialettali romani ci sono rimasti i ritratti fotografici: Giuseppe Gioachino Belli e Carlo Alberto Salustri, più noto con lo pseudonimo “Trilussa”, il signore elegante ritratto in sella all’insolita bicicletta.
Sono stati entrambi poeti scomodi, perché non hanno avuto paura di svergognare il potere, che li ha ripagati, per farseli in qualche modo suoi, con due monumenti in marmo e due francobolli: l’importante, per il papa e il governante di turno, è che siano poco letti, soprattutto nelle scuole, le cui antologie sono il misero risultato dei salti mortali dei compilatori per renderle meno irriverenti possibile.
È per questa ragione che sono pochi i genitori che hanno letto ai propri figli questa insolita ninna nanna ( “La ninna nanna de la guerra“, 1914 ), che non è stata scritta per addormentare le menti ma per svegliarle:

Ninna nanna, nanna ninna,
er pupetto vò la zinna:
dormi, dormi, cocco bello,
sennò chiamo Farfarello
Farfarello e Gujermone
che se mette a pecorone,
Gujermone e Ceccopeppe
che se regge co le zeppe,
co le zeppe d’un impero
mezzo giallo e mezzo nero.
Ninna nanna, pija sonno
ché se dormi nun vedrai
tante infamie e tanti guai
che succedeno ner monno
fra le spade e li fucili
de li popoli civili
Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s’ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d’una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.
Ché quer covo d’assassini
che c’insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.
Fa la ninna, cocco bello,
finché dura sto macello:
fa la ninna, ché domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:
torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l’ombra d’un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone!
Nell’immagine:
Carlo Alberto Salustri, Trilussa.
Fotografia della Fototeca Storica Nazionale Ando Gilardi.
( da “Notiziario della Banca Popolare di Sondrio”, agosto 2008 )
( 15 marzo 2015 )

Sogni d'oro, 8888, Trilussa bici