Troppo vicino.
( Cartoline a Ponzone )

Per fare una buona fotografia, diceva Robert Capa, bisogna essere vicino al soggetto: e lui pensava, dicendo queste parole, alle fotografie di guerra.
È per la stessa ragione che la notte di Natale del 1914 fece così paura ai comandanti degli eserciti che si combattevano in una estenuante guerra di posizione. In quella tregua decisa dai soldati che, usciti dalle trincee, si erano incontrati e avevano scambiato piccoli doni nella terra di nessuno, l’intervallo fra le trincee, i generali avevano visto un pericolo enorme, la scontata scoperta che il “nemico” non era il mostro disegnato dalla propaganda bellica, ma un uomo, con i suoi affetti, le sue paure, le sue speranze, le lettere e le fotografie dei suoi cari nel portafoglio.
Quella tregua autodecisa dal basso, prontamente repressa dai comandi degli eserciti, e non casualmente assente nei libri di testo delle scuole, aveva tutta l’aria di essere, per dirla con il grande fotografo ebreo che sarebbe morto per una mina antiuomo in Indocina, una fotografia ripresa da troppo vicino, venuta troppo bene: e insopportabilmente vera.
Ci sono voluti parecchi anni prima che le immagini cinematografiche di fiction – prelevate da registi del calibro di Stanley Kubrick ( “Orizzonti di gloria“, “Paths of Glory“, Usa 1957, di cui, per anni, in Francia sarà vietata la proiezione ), Mario Monicelli ( “La grande guerra“, Italia/Francia 1959 ), Francesco Rosi ( “Uomini contro“, Italia/Yugoslavia 1970 ) e Ermanno Olmi ( “Torneranno i prati“, Italia 2014 ) – sbugiardassero le false retoriche immagini manuali, in buona parte responsabili dell’affermazione dell’ideologia fascista.
Nell’immagine:
Soldati tedeschi e britannici fotografati durante la tregua del Natale del 1914.
Pagina del quotidiano “The Daily Mirror”.
( da www.ilritaglio.it )
( 19 marzo 2015 )

Troppo vicino, 8881, Prima guerra mondiale, notte natale 1914