Il giogo della fotografia.
( Cartoline a Ponzone )

Che il giogo, le due lance piantate in terra e unite da un’altra posta orizzontalmente, fosse una sorta di gogna inventata dai romani per costringere i superstiti nemici vinti a umiliarsi, inchinandosi per passarvi sotto, l’avevo appreso tanti anni fa da un’immagine di un libro di testo della scuola elementare. Che l’arco di trionfo, costruito all’indomani della vittoria in legno per essere poi sostituito, a durevole memoria, dal marmo, fosse l’evoluzione architettonica del primitivo giogo l’ho scoperto poco tempo fa, leggendo un interessante saggio di Roy Doliner, Il disegno segreto. I messaggi della Kabbalah nascosti nei capolavori dell’arte italiana ( Rizzoli 2012 ), nel quale l’autore ci porta in giro per l’Italia insegnandoci a leggere i messaggi nascosti da artisti che bene conoscevano l’antica dottrina di vita ebraica, che tanti credono, erroneamente, si occupi di segreti futuri e poteri celati nei numeri.
Sebbene in maniera meno vistosa, anche tutte le immagini manuali sono dovute “passare sotto il giogo” di quella fotografica. L’ultima tecnica iconica, aveva fatto notare Ando Gilardi anni fa, sa riprodurre tutte le immagini realizzate con le tecniche precedenti ed è capace di fare “qualcosa” in più: quel “qualcosa” è la cifra rivoluzionaria della fotografia, che ha saputo produrre un’icona di una fedeltà prima inimmaginabile, come, riproducendole fedelmente, obbligare tutte le immagini manuali e semimanuali a “passare sotto il suo giogo”, così rendendo evidente l’enorme superiorità tecnica e sociale dell’immagine “dipinta” dalla luce.
Nell’immagine:
Roma, Arco di Tito, particolare, 90 circa.
Fotografia di A. Hunter Wright, 2005.
( da Wikipedia )
Gli scultori hanno inciso nel marmo il simbolo della vittoria sui giudei ribelli: la menorah, il candelabro d’oro a sette bracci, che era conservata nel Tempio di Gerusalemme distrutto dai soldati di Tito. Sui cartigli dovrebbe leggersi il nome di chi ha svolto lo sporco lavoro di soffocare l’insurrezione dei colonizzati: X Legio Fretensis“( la Legione Decima dello Stretto di Messina ), il cui simbolo, un cinghiale, era dagli ebrei “letto”, con profondo disprezzo, come un maiale.
( 23 marzo 2015 )

3961, Arco di Tito, Detail_from_Arch_of_Titus