Outing.
( Cartoline a Ponzone )

Non ho remora alcuna a “confessare”, anche se non ce ne sarebbe bisogno, che sono un maniaco sessuale iconico: lo sono da quando mi sono accorto di essere particolarmente attratto dall’altra metà del cielo. Per avere il “coraggio” di fare questo “terribile outing” mi è più che sufficiente, oggi, sapere di avere la comprensione, e tanto mi basta, di pochissime lettrici e pochi lettori.
È forse inutile scrivere, per chi mi legge d’abitudine, che il “coraggio” mi è venuto inizialmente dalla frequentazione dei pensieri di Ando Gilardi, dall’avere collaborato a “Fhototeca”, e poi dall’amicizia con il geniale iconologo che l’aveva ideata. Che, fra le tante cose, mi ha insegnato anche il valore dell’irriverenza. Avere intitolato Didascalie irriverenti i commenti a alcune immagini che illustravano Il bosco incantato, il saggio di Revisioni che gli avevo dedicato, è stato probabilmente un inconscio omaggio per quel suo fondamentale insegnamento. Perché quel grande iconologo ci ha insegnato che, grazie alla fotografia, il cui rivoluzionario impatto sociale non è stato ancora del tutto inteso, per le immagini del potere, religiose o politiche non fa differenza, troppo a lungo venerate, è iniziata l’epoca del declino.
È chiaro che non si tratta semplicemente di premere il pulsante: quell’irriverente geniale ebreo fotografo sosteneva che un rullino, nella stragrande maggioranza dei casi, perdeva di valore proprio dopo essere stato esposto. Sarebbe adesso tempo di iniziare a domandarci quali siano le immagini che meritano veramente il costo per produrle e il tempo per consumarle, e di provare a risponderci senza reticenze. Per me, a scanso di simpatici equivoci, non sono solo quelle della fertilità: mi piacciono anche i fiori, i paesaggi naturali e urbani, i ritratti, l’architettura, le fotografie astronomiche, e tante altre immagini, manuali e automatiche. Purché sappiano di elegante intelligenza.
Nell’immagine:
Fotografia di Stefano Di Marco, A Bari piove, 12 novembre 2013.
( da Un minuto del mio sguardo, Facebook )
Stefano Di Marco, cui dedico questo post, ci ha regalato delle fotografie di rara intensità e bellezza. Questa mi piace particolarmente per varie ragioni: non ultima, perché sono nato sul mare, che mi piace parecchio, soprattutto nei giorni di “brutto tempo”.
( 31 marzo 2015 )

8385, Stefano Di Marco, A Bari piove